« Dal primo orologio da tasca di fabbricazione tedesca ai modelli di punta dei nostri giorni »
Sapeva che il primo orologio da tasca aveva la forma di una scatoletta, si portava al collo e aveva il nome un po' curioso di 'Uovo di Norimberga'? La storia della misurazione portatile del tempo è una vicenda secolare di progresso tecnico, iniziata nel XVI secolo e capace ancora oggi di dare vita a invenzioni straordinarie. In questo articolo esploreremo insieme gli antenati del moderno orologio da polso e presenteremo edizioni attuali che, come l'Uovo di Norimberga, rivestono un ruolo importante per l'orologeria. Ci accompagni in un affascinante viaggio nel tempo, attraverso i momenti più alti e i fasti dell'arte orologiera.
L'Uovo di Norimberga: il primo "orologio da tasca" si porta al collo
Intorno al 1500 Norimberga è una delle città più innovative della Germania e vi abita il mastro fabbro Peter Henlein, a cui ancora oggi si attribuisce l'invenzione del primo orologio da portare addosso. Il capolavoro, datato 1511, non ha però la forma di una scatoletta, bensì quella, allora in voga, di un pomander (portaprofumi), motivo per cui probabilmente Henlein non ideò affatto l'Uovo di Norimberga. Ma che cos'è esattamente un Uovo di Norimberga? Innanzitutto: non ha la forma di un uovo, ma assomiglia a una scatoletta.

Si presume che l'Uovo di Norimberga debba il suo nome alla parola "Eierlein" (ovetto), che all'epoca si usava nel linguaggio comune al posto di "Ührlein" (orologino). Le prime testimonianze documentate dell'orologio a forma di scatoletta, portato appeso a una catenella al collo, risalgono al periodo successivo alla morte di Henlein, intorno al 1550. Dall'Uovo di Norimberga alla nascita del primo orologio da tasca con cassa piatta, tuttavia, sarebbero dovuti passare ancora secoli.
Da blocco massiccio ad atleta: l'evoluzione dell'orologio da tasca
Dopo lo sviluppo dell'Uovo di Norimberga sarebbero dunque trascorsi ancora diversi anni prima che si raggiungesse la successiva pietra miliare nella storia dell'orologeria. Una delle tappe più importanti è senza dubbio l'invenzione della spirale, nel 1658, da parte dell'astronomo olandese Christiaan Huygens. Sebbene in un primo momento l'innovazione porti a orologi più spessi, nei due secoli successivi consente un sensibile assottigliamento dell'orologio da tasca, insieme ad altre novità come moderni rotismi, molle più compatte a forma di cilindro e di bariletto e costruzioni della cassa più sottili.

Con l'aumentare della precisione, dal 1700 la lancetta delle ore viene sempre più spesso affiancata da quella dei minuti e, verso la fine del XVIII secolo, da un'ulteriore lancetta dei secondi. Uno dei marchi più antichi ancora oggi attivi, Longines, viene fondato nel 1832 e realizza il primo orologio da tasca con quel design che ci appare familiare ancora nel XXI secolo. Quando, nel 1845, Ferdinand Adolph Lange fonda l'industria orologiera di Glashütte, l'orologio portatile ha sostanzialmente raggiunto la sua forma definitiva.

Glashütte: catalizzatore dell'evoluzione orologiera
Nella seconda metà del XIX secolo la cittadina sassone vive un boom senza precedenti. Grandi imprenditori come Julius Assmann, Moritz Großmann e Johannes Dürrstein fanno spuntare nuove fabbriche di orologi come funghi. Dürrstein, che nel 1874 negozia un contratto in esclusiva per la vendita degli orologi Lange, fonda nel 1893 la propria manifattura Union Glashütte e costruisce cronometri e tourbillon spettacolari.
Oggi il marchio storico ricorda le imprese del suo capostipite con la Union Glashütte 1893 Johannes Dürrstein Edition. La fondazione della Scuola tedesca di orologeria di Glashütte nel 1878 accelera l'ascesa della città degli orologi: vi si formano migliaia di nuovi talenti, ponendo così le basi per il XX secolo.
Dalla tasca al polso: il primo Novecento
Uno dei più grandi diplomati della scuola di orologeria è Alfred Helwig, che negli anni Venti sviluppa il tourbillon volante. La sua innovazione si colloca in un'epoca segnata dalla più profonda svolta nella storia della misurazione portatile del tempo: il passaggio dall'orologio da tasca a quello da polso. La rivoluzione, però, non avviene in Sassonia, dove il potenziale del bracciale viene riconosciuto troppo tardi, bensì nell'Atlantico e sopra di esso: mentre Rolex dimostra la sua impermeabilità al polso della nuotatrice estrema Mercedes Gleitze, che nel 1927 trascorre più di otto ore nella Manica con l'Oyster, nello stesso anno Charles Lindbergh compie la prima trasvolata atlantica senza scalo. Durante l'impresa porta al polso un orologio ad angolo orario Longines. Oggi gli orologi Heritage del marchio svizzero di prestigio Longines ricordano questa conquista pionieristica.
Pura eleganza: nasce il moderno orologio da polso
500 anni dopo l'invenzione del primo orologio da tasca, la forma dell'orologio da polso raggiunge la perfezione. Quanta eleganza ci fosse già negli anni Trenta lo dimostra lo Junghans Meister: tuttora presente in primo piano nella collezione del produttore della Foresta Nera, fu progettato nel 1936 dall'"architetto degli orologi" Anton Ziegler all'insegna di una leggibilità chiara e di una bellezza sobria, principi che ancora oggi costituiscono il cuore di ogni dress watch.
Al tempo stesso il progresso tecnico avanza a un ritmo mozzafiato, come dimostra il Mido Multifort lanciato nel 1934: impermeabile, antiurto e antimagnetico, detta il tono robusto per i decenni successivi. I suoi eredi odierni, come ad esempio il raffinato Mido Multifort Patrimony, testimoniano la maestria ingegneristica del capolavoro di allora.
Dopoguerra: la nascita di orologi da polso leggendari
Dopo la Seconda guerra mondiale il mondo dell'orologeria sviluppa un linguaggio stilistico che domina il mercato ancora oggi e si declina in una varietà incredibile. Mentre negli anni Cinquanta dress watch come il Tissot Visodate sviluppano le loro forme fluide, presenti ancora oggi nelle collezioni dei produttori (ad es. il Tissot Heritage Visodate), gli orologi subacquei raggiungono profondità impensate e orologi da aviatore come il Breitling Navitimer conquistano fama mondiale. Il mondo degli orologi si fa più variopinto. Le grandi complicazioni vivono il loro ritorno, dagli anni Settanta gli orologi al quarzo scuotono il settore e nuovi materiali come la ceramica o il titanio arrivano al polso.
L'orologeria del XXI secolo offre, dai 100 € fino a cifre milionarie, una varietà mai vista di segnatempo, costruiti per immergersi, volare, calcolare e talvolta semplicemente per fare bella figura. Tutto il nostro fascino per l'arte orologiera, così come la conosciamo oggi, si deve all'Uovo di Norimberga? In parte sicuramente sì. Perché nessuno sa che aspetto avrebbero i nostri segnatempo moderni se il primo orologio da tasca fosse stato concepito in una forma diversa.