Marche popolari

Movimento di manifattura: cos'è e perché conta

Das Uhrinstinkt Magazin erklärt Manufakturwerke

Admin |

« Che cos'è un movimento di manifattura? »

Per molti appassionati di orologi, il fascino di questa meccanica è la parte più importante della loro passione. Ma non tutti i calibri sono uguali: i movimenti di manifattura godono in genere di una reputazione superiore rispetto a quelli prodotti in grande serie e, nelle fasce di prezzo più alte, sono un must per qualsiasi marchio. Ma che cos'è esattamente un calibro di manifattura e dove passa il confine con un movimento di serie? Vi spieghiamo l'argomento e perché i movimenti costruiti in proprio sono sempre più apprezzati da alcuni anni a questa parte.

Tutto sotto lo stesso tetto: il movimento di manifattura

Per movimento di manifattura si intende un calibro meccanico che proviene dalla produzione interna di un marchio orologiero. Si contrappone quindi ai movimenti di grande serie, realizzati da fornitori come ETA o Sellita, venduti ai marchi e successivamente montati ("incassati") nelle casse del produttore. Chiamati in inglese "In-House Caliber", i movimenti di manifattura comportano per i marchi costi aggiuntivi considerevoli a causa del loro complesso sviluppo e della loro produzione, motivo per cui si trovano molto più spesso nel segmento del lusso che nei modelli d'ingresso.

Blancpain Fifty Fathoms Automatique movimenti di manifattura Breguet Reine de Naples movimenti di manifattura

Così manifatture di alta gamma come Breguet o Blancpain ricorrono esclusivamente a movimenti prodotti in proprio, mentre orologi di fascia media, ad esempio di Union Glashütte o Longines, utilizzano movimenti di grande serie modificati.

Modifica è la parola chiave, perché a volte il confine tra calibro di serie e calibro di manifattura è molto sfumato. È il caso di Union Glashütte: la base dei movimenti sassoni viene sì fornita dal leader svizzero del settore ETA, ma la rifinitura e il controllo qualità avvengono internamente, così come la produzione del rotore. Caratteristiche chiare di un movimento di manifattura, che richiedono una competenza produttiva visibilmente superiore a quella di un normale calibro di grande serie.

L'esempio illustra una questione complessa che alimenta regolarmente il dibattito tra gli esperti: da quando si può parlare di movimento di manifattura?

Perché i movimenti costruiti in proprio sono così ambiti?

La questione si complica ulteriormente se si considera la provenienza dei singoli componenti. Nel caso più radicale, un calibro di manifattura non dovrebbe soltanto essere assemblato internamente, ma composto esclusivamente da parti prodotte in proprio. Un ideale che nella realtà non viene quasi mai raggiunto: circa il 90 percento delle spirali svizzere esce infatti dagli stabilimenti dell'azienda specializzata Nivarox FAR e viene impiegato persino nei movimenti di manifattura più costosi. Anche i più accesi sostenitori del movimento costruito in proprio devono quindi mettere in conto una certa tolleranza per i contributi esterni.

Da dove nasce il grande fascino del movimento di manifattura?

La maggior parte degli appassionati è affascinata dall'idea di completezza: possedere il carattere del produttore non solo all'esterno, ma anche all'interno, è una sensazione speciale. Certo, anche un movimento di grande serie può trasmettere il fascino e la complessità della meccanica classica. Ma solo nel movimento di manifattura questi valori si uniscono alla percezione di unicità e personalità. Come una Ferrari e il suo motore, cassa e movimento formano un'unità inscindibile.

A ciò si aggiunge un impegno tecnologico senza pari: Omega ha investito nello sviluppo del suo calibro cronografo Co-Axial 9300 l'equivalente di oltre 90 milioni di euro, una cifra considerevole persino per un gigante del mercato orologiero. Gli acquirenti hanno così l'impressione (corretta) che il loro movimento sia stato concepito "per loro" e non per il grande pubblico.

Calibri di manifattura: le star del mondo dell'orologeria

Questa idea di individualità diventa ancora più evidente osservando alcuni celebri movimenti di manifattura. Prendiamo ad esempio lo Zenith El Primero: presentato nel 1969 come primo movimento cronografico automatico al mondo, è noto per la sua alta frequenza di 36.000 alternanze all'ora (5 Hz) ed è considerato ancora oggi, 50 anni dopo la sua presentazione, un capolavoro tecnologico.

Oppure il Glashütte Original 61-03: batte sì a soli 4 Hz, ma in cambio offre all'osservatore una decorazione spettacolare con la celebre regolazione a collo di cigno, tipica della città orologiera sassone. I movimenti di manifattura diversificano il mondo dell'orologeria, gli donano varietà e lo rendono avvincente. È come per le auto esclusive: è proprio la varietà tra raffinate Bentley, scattanti Lamborghini e molti altri marchi a suscitare emozione e passione.

Lasciando da parte gli aspetti emotivi, sorge una domanda oggettiva: un movimento di manifattura è sempre migliore di un movimento di grande serie? La risposta è chiaramente no. Spesso è addirittura il contrario, quando la tecnica collaudata e affidabile dei calibri prodotti in massa si confronta con la tecnologia nuova e non ancora sperimentata degli sviluppi interni.

Zenith Chronomaster El Primero Open Zenith Chronomaster El Primero

Se poi si verificano difetti nel costoso movimento di manifattura, l'acquisto dell'orologio si trasforma in un'esperienza disastrosa. A ciò si aggiunge una manutenzione più difficile: mentre i calibri di serie più diffusi fanno parte del lavoro quotidiano della maggior parte degli orologiai, i movimenti di manifattura richiedono una formazione specifica.

La tendenza verso il movimento di manifattura

Alla luce di questi fatti, ci si chiede perché lo sviluppo di nuovi calibri di manifattura nel settore orologiero sia in costante aumento e abbia raggiunto nuovi picchi negli ultimi anni. Non sarebbe molto più saggio acquistare affidabili movimenti di grande serie e rifinirli secondo lo stile del marchio? La ragione dell'attuale tendenza ha meno a che fare con la passione che con il pragmatismo: dall'inizio degli anni 2000, ETA, di gran lunga il maggiore fornitore di movimenti, persegue l'obiettivo di ridurre considerevolmente la propria produzione. Da alcuni anni ai marchi non vengono più forniti singoli componenti, ma soltanto calibri completi. Questo calo dell'offerta costringe di fatto le manifatture a produrre movimenti propri, un fatto che gli appassionati di orologi accoglieranno probabilmente in modo molto positivo.

Tudor Black Bay P01 movimenti di manifattura

Del resto, la svolta verso l'autonomia non riguarda soltanto il segmento del lusso, ma si riconosce anche nelle fasce di prezzo accessibili. Oltre a modelli svizzeri di successo come il Tudor Heritage Black Bay Steel con calibro MT5612, NOMOS Glashütte ne è un ottimo esempio: oggi ogni segnatempo del produttore tedesco è dotato di un movimento di manifattura, con un grado di integrazione produttiva da record del 95 percento.

Anche in Giappone l'arte della produzione meccanica interna è nota da tempo, come dimostra Seiko. Il marchio storico realizza internamente tutti i suoi calibri ed è quindi l'esempio per eccellenza di movimenti di manifattura a prezzi accessibili. Una vera raccomandazione per chiunque desideri immergersi nel mondo della meccanica orologiera con un movimento di produzione propria.

Leggi anche