« Tour dell'orologeria per appassionati »
Per chi si interessa ai piccoli e grandi capolavori con cui l'uomo, ieri come oggi, misura lo scorrere del tempo, o alle tappe fondamentali delle grandi manifatture orologiere, la visita a un museo dell'orologio è un viaggio attraverso molti secoli di storia della tecnica. In molti luoghi in cui si progettano e si producono orologi meccanici di pregio, un museo dell'orologio racconta più della semplice storia di un unico marchio.
La storia della misurazione del tempo
Durante l'Alto e il Pieno Medioevo la maggior parte delle persone non aveva bisogno di un orologio. Il tempo non era percepito in modo lineare, bensì come un eterno alternarsi di giorno e notte e come il ciclo delle stagioni, in cui semina, crescita, raccolto e periodi di riposo si ripetevano senza sosta. Sant'Agostino spiegava che il tempo era dato da Dio ed era scandito dalla natura e dai suoi cicli ricorrenti. Alba e tramonto erano i punti fissi che delimitavano la giornata lavorativa. Solo i monaci nei conventi dovevano misurare il tempo in unità più piccole, poiché Benedetto da Norcia aveva stabilito nella sua Regola che dovessero esserci orari fissi per la preghiera, la lettura, i pasti, il lavoro e il sonno.
A partire dal XIV secolo si svilupparono orologi meccanici con cui era possibile determinare unità di tempo sempre più piccole. Il primo orologio meccanico fu menzionato in un documento nel 1335 e si trovava nella cappella milanese del palazzo dei Visconti. Già un anno dopo fu installato un orologio pubblico sul campanile di una chiesa di Milano. Batteva le ore e dettava così il ritmo del tempo. Il primo orologio pubblico in Germania fu installato ad Augusta nel 1364, seguito da Amburgo nel 1375 e da Colonia nel 1385. La maggior parte di questi orologi aveva soltanto la lancetta delle ore e annunciava con il rintocco della campana lo scoccare di ogni nuova ora.
All'epoca le città dovevano pagare una fortuna per questi orologi: a costare cara non era soltanto la complessa meccanica, ma anche la manutenzione continua, perché andavano revisionati, regolati e corretti di continuo. Quando infine il Medioevo volse al termine, il tempo era diventato un'altra cosa. Non era più dato da Dio, ma terreno, e ogni singola persona ne era responsabile. La misurazione sempre più precisa del tempo produsse un vero e proprio mutamento di coscienza nella società, e alcuni filosofi definirono gli orologi le macchine chiave dell'era industriale.
Un viaggio nel tempo
Il museo dell'orologio di Glashütte

Chi supera l'ingresso di Glashütte viene accolto dalle parole "Qui vive il tempo" e incontra orologi a ogni passo. Persino la scuola elementare ha una piccola torre dell'orologio sul tetto. Diversi importanti produttori tedeschi di orologi meccanici hanno sede a Glashütte: Glashütte Original, Union Glashütte, Bruno Söhnle e A.Lange & Söhne, ma non sono gli unici a produrre orologi qui. Da quando, nel 1845, Ferdinand Adolph Lange vi si stabilì come primo maestro orologiaio, la tradizione non si è mai interrotta. Non sorprende quindi che qui abbia sede il Museo tedesco dell'orologio.
Situato nel centro della piccola città, il Museo tedesco dell'orologio riunisce sotto il suo tetto numerosi pezzi dedicati alla storia dell'orologeria e all'artigianato a essa legato. Viene illustrato, con il supporto di reperti, persino il periodo in cui i produttori erano stati nazionalizzati. Oltre a orologi da tasca, orologi da polso e pendoli di precisione, nel Museo tedesco dell'orologio di Glashütte si possono ammirare gli strumenti storici degli orologiai e altri cronometri.
Girard-Perregaux e altri musei dell'orologio a La-Chaux-de-Fonds
In alto sopra La-Chaux-de-Fonds, un altopiano a 1000 metri di quota nel Giura svizzero, sorge su una collina Villa Marguerite, al cui primo piano ha sede il museo aziendale di Girard-Perregaux. Il piccolo museo privato illustra la tradizione più che bicentenaria della maison Girard-Perregaux, ma non è l'unico museo dell'orologio che qui espone i propri tesori.

Del resto, La-Chaux-de-Fonds è in un certo senso la culla dell'orologeria, e al Museo internazionale dell'orologeria, il "Musée International d'Horlogerie", i visitatori possono scoprire la storia della misurazione del tempo attraverso oltre 4500 pezzi esposti.
La gamma dei pezzi esposti spazia dall'antica meridiana al moderno orologio atomico; qui non vengono soltanto presentati, ma anche conservati e, se necessario, restaurati a regola d'arte. Chi entra nel museo può confrontare le grandi ruote dentate, i bilancieri e gli scappamenti dei meccanismi degli orologi da torre con i 150 componenti di un orologio da polso meccanico, le cui parti più piccole sono appena visibili a occhio nudo.
Il museo dell'orologio di Longines
Il nome del marchio Longines deriva dal luogo in cui sorgevano gli stabilimenti, costruiti alle porte di Saint-Imier nei "lunghi prati". Qui ha sede oggi anche il museo dell'orologio di Longines, dedicato alla storia quasi bicentenaria della Compagnie des Montres Longines Francillon SA.
Naturalmente sono esposti i prodotti di Longines, tra cui numerosi orologi da tasca e da polso delle epoche più diverse, oltre a cronografi e strumenti di navigazione.
Il Museo Omega
La cittadina di Bienne, nel Canton Berna, ospita con il Museo Omega il più antico museo svizzero interamente dedicato alla storia di un unico marchio di orologi. Da quando il museo ha riaperto nel maggio 2010 dopo un'approfondita ristrutturazione, vi si possono ammirare circa 4000 orologi Omega. A ciò si aggiungono molta storia raccontata da vecchie fotografie, incisioni finemente cesellate e strumenti storici.
Tra questi pezzi storici figura, ad esempio, il banco da lavoro originale di Louis Brandt, sul quale l'orologiaio realizzò i primi orologi nel 1848. Nella più grande città bilingue della Svizzera non si producono soltanto gli orologi di precisione di Omega, che oggi fa parte dello Swatch Group, ma anche gli stessi orologi Swatch e gli orologi Rolex.
La Foresta Nera, seconda culla tedesca
I musei dell'orologio sono sempre più apprezzati dai turisti e, nella Foresta Nera con i suoi numerosi musei dedicati all'orologio a cucù, anche il produttore tedesco Junghans ha aperto un proprio museo per appassionati. Dal 2011 l'azienda presenta, in una cornice piccola ma raffinata, la sua tradizione di 150 anni.
Ideale per una gita di un giorno
I luoghi davvero grandi dell'orologeria sono quindi spesso a pochi battiti di lancetta di distanza, e per gli appassionati una visita è d'obbligo. I musei dell'orologio in Germania e in Svizzera espongono moltissime curiosità e attendono con piacere la Sua visita!

