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Omega Dynamic: storia delle tre generazioni vintage

Omega Dynamic

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« Tre generazioni di classici vintage »

Il nome Omega Dynamic oggi dice qualcosa forse solo agli storici dell'orologeria o agli appassionati di orologi vintage. Del resto, sono ormai passati più di vent'anni da quando gli ultimi orologi con questo nome arrivarono sul mercato, per poi scomparirne in breve tempo. Almeno alcuni di essi, però, appaiono oggi sorprendentemente moderni e fanno sognare agli amanti del retrò una riedizione dei classici Omega. Per i nostri lettori e le nostre lettrici diamo uno sguardo a un capitolo interessante della storia aziendale di Omega.

Omega Dynamic: l'orologio sbagliato al momento sbagliato?

Omega ha compiuto tre tentativi per affermare sul mercato modelli con il nome "Dynamic". Eppure, proprio con i modelli dal nome forse più "dinamico" della sua storia, la dinamica delle vendite ha lasciato nel complesso a desiderare. Soprattutto con la terza e ultima generazione, le vendite rimasero ben al di sotto delle aspettative. Chi osserva oggi le tre generazioni potrebbe faticare a capirlo, perché con gli occhi di oggi i progetti appaiono notevolmente moderni.

Omega Seamaster Railmaster Co-Axial Master Chronometer 40mm nella versione 220-10-40-20-03-001

Forse all'epoca questi orologi semplicemente non incontrarono il gusto del pubblico, ma con una riedizione sarebbero perfettamente in linea con le tendenze attuali? Come orologio vintage, in ogni caso, il Dynamic è decisamente apprezzato e indossato volentieri.

Design retrò con minuteria a binario: la terza generazione

Mettendo uno accanto all'altro esemplari delle tre diverse generazioni dell'Omega Dynamic, salta all'occhio che la generazione più recente è quella che, nel design, appare la più "antica".

Il suo quadrante con la caratteristica minuteria a binario e lo stile di numeri, lancette e indici ricordano i vecchi orologi militari e da pilota. E in effetti, sul piano estetico, il modello si ricollega a un classico Omega degli anni Cinquanta oggi poco conosciuto: il RAF Pilots' Watch del 1953.

A differenza di quest'ultimo, però, la terza generazione del Dynamic, lanciata nel 1997, fu proposta non solo in versione a tre lancette con finestrella della data, ma anche in un'esecuzione con funzione cronografo. Quest'ultima dispone di due quadranti ausiliari a ore tre e ore nove.

Con gli occhi di oggi potrebbe essere l'orologio vintage perfetto, e molti produttori hanno modelli simili nelle loro collezioni attuali.

Tanto più è un peccato che all'epoca il modello non si vendesse particolarmente bene e che sia stato probabilmente un po' oscurato da altri classici Omega come lo Speedmaster o il Seamaster. L'orologio, dall'aspetto piuttosto sportivo, aveva una robusta cassa in acciaio inossidabile e un bracciale dello stesso materiale, ma era disponibile anche con cinturini in pelle. Era animato da un movimento meccanico calibro 1138 a carica automatica.

Come d'uso negli orologi militari e da aviatore, la lancetta delle ore e quella dei minuti, così come i numeri delle ore, erano rivestiti con abbondante materiale luminescente, per garantire una buona leggibilità dell'ora anche al buio.

Il primo "Dynamic" di Omega: un esordio con un design da premio

Ben diversamente dal nostalgico orologio da aviatore della terza generazione, la prima generazione dell'Omega Dynamic non guardava al passato, ma offriva piuttosto un design attuale per la sua epoca. Sviluppato originariamente come contributo di Omega al concorso per il Premio della Città di Ginevra del 1965, fu messo in vendita a partire dal 1968. Fino alla fine della produzione, nel 1972, ne erano stati venduti pur sempre più di un milione di esemplari. Si trattava di un orologio meccanico a tre lancette con finestrella della data a ore tre, alloggiato in una caratteristica cassa in acciaio inossidabile dalla forma leggermente ellittica in orizzontale. Gli amanti del design degli anni Settanta resteranno letteralmente estasiati alla vista del quadrante.

Quest'ultimo risulta graficamente molto affascinante e delizia inoltre lo sguardo con dettagli come una lancetta centrale dei secondi azzurra o arancione, a seconda della versione, e una raggiera formata da minuteria e indici delle ore. Si è rinunciato ai numeri, senza che ciò compromettesse la leggibilità. L'orologio trasmette un'eleganza moderna e discreta, ma al tempo stesso appare sportivo e fresco. Veniva fornito con un bracciale in acciaio inossidabile e un cinturino in Corfam nero, un particolare tipo di similpelle. Per garantirne una buona traspirabilità, il cinturino presentava una perforazione che ricordava i guanti da guida. Un attrezzo per il cambio del cinturino, anch'esso in dotazione, consentiva di sostituirlo senza complicazioni.

Nello sviluppo del primo Dynamic, tuttavia, i designer di Omega non avevano dato grande importanza solo a un aspetto gradevole e al tempo stesso funzionale, ma almeno altrettanto a una forma ergonomica, capace di adattarsi perfettamente al polso e di garantire un elevato comfort. Se in un prossimo futuro Omega decidesse di riproporre questo modello, potrebbe contare sicuramente sull'attenzione benevola dei rivenditori e soprattutto degli appassionati di orologi.

Originale, geniale o da metabolizzare? La seconda generazione del Dynamic

Questo sarebbe probabilmente meno scontato per la seconda generazione, lanciata nel 1984. Sia per il design sia per i parametri tecnici, è un tipico figlio del suo tempo. Tutto sommato, a prima vista si penserebbe più a uno Swatch che a un esemplare della collezione Omega. Ciò non depone a sfavore né dell'orologio né di uno dei due produttori, ma mostra piuttosto che anche, e anzi soprattutto, l'industria orologiera svizzera si trovava, verso la metà degli anni Ottanta, in una fase di ricerca di orientamento.

Questa fase era stata innescata dalla crisi del quarzo e per molti produttori si accompagnò alla sperimentazione di nuove strade, sia nel design sia nella tecnica dei loro orologi.

Non tutti questi tentativi ebbero successo, e molti di essi, visti oggi, non sono altro che piccoli aneddoti della storia dell'orologeria, talvolta interessanti ma raramente determinanti. Ciò vale più o meno anche per la seconda generazione del Dynamic. Si basava su un concetto modulare dall'aria molto moderna, pensato per facilitare il cambio tra cinturini diversi. A tale scopo, in ogni cinturino, di qualunque materiale fosse, era integrato un anello metallico in cui veniva inserita la cassa, bloccata dal basso con un ulteriore anello e una sorta di chiusura a baionetta. Per questo, ogni esemplare era accompagnato da un attrezzo speciale per serrare e allentare l'anello di fissaggio.

Il design di cassa e quadrante lasciava ancora intravedere richiami alla prima generazione, senza però raggiungerne il fascino. Al posto di un movimento automatico era animato dal calibro al quarzo ETA 1430. Come prodotto di un'evidente fase di ricerca d'identità di Omega dopo gli anni difficili della crisi del quarzo, la seconda generazione del Dynamic ebbe un successo limitato e la sua produzione fu interrotta già dopo pochi anni.

Troppo dinamico per un grande successo commerciale?

Il fatto che proprio della terza generazione dell'Omega Dynamic, descritta all'inizio, sia stato venduto il minor numero di esemplari dovrebbe aver segnato il destino di questa linea un po' sfortunata.

Constellation Chronnometer 35 mm nella versione 123-10-35-20-06-001 in acciaio inossidabile

Benché il prezzo fosse decisamente accessibile e il design retrò coerente, pare che in totale ne siano stati venduti meno di 8.000 pezzi. Così il Dynamic rimase solo un episodio nella storia di un'azienda che, con modelli come lo Speedmaster, il Constellation o il Seamaster, ha dimostrato più volte di saper creare vere e proprie icone del segmento degli orologi di lusso.

Omega Speedmaster Moonwatch Co-Axial Chronograph nella versione 311-90-44-51-03-001

Proprio il confronto con un classico Omega come lo Speedmaster e il leggendario Moonwatch che ne è derivato offre però anche un chiaro indizio su quale possa essere stata una delle cause principali della scarsa accoglienza del Dynamic. Tre orologi radicalmente diversi nell'arco di tre decenni erano evidentemente troppi per poterli proporre in modo credibile sul mercato con un unico nome. Forse un'evoluzione più cauta e continua sarebbe stata la strada migliore.

A chi desidera una riedizione del Dynamic, oggi reperibile come orologio vintage solo con molta fortuna, alcuni revival Omega degli ultimi anni dovrebbero dare almeno un po' di speranza, che si tratti della "1957 Trilogy" presentata a Baselworld 2017 o del Seamaster Bullhead del 1969, anch'esso riportato in vita. È quindi del tutto possibile che prima o poi Omega regali una seconda vita anche al Dynamic, e che allora la dinamica delle vendite sia all'altezza delle aspettative del produttore.

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