« Quante lancette servono a un orologio »
Di quante lancette ha bisogno, in fondo, un orologio? A prima vista la domanda può sembrare banale, eppure le risposte che i produttori di orologi danno con le loro creazioni sono sorprendentemente varie. Per scoprirlo abbiamo dato un'occhiata alle collezioni di alcune note manifatture.
Che ora è scoccata?
Orologio da polso, smartphone o orologio da parete: oggi poter controllare l'ora in quasi ogni situazione è per noi una cosa del tutto scontata. Ma fino a gran parte dell'età moderna le cose andavano in modo completamente diverso. Per molti secoli, a orientarsi nel tempo bastava uno sguardo alla posizione del sole. E per misurare il tempo durante il giorno la meridiana è stata a lungo lo strumento più preciso disponibile. Solo con l'invenzione degli orologi meccanici a ruote divenne possibile misurare il tempo indipendentemente dalla luce del sole.

Tuttavia i primi segnatempo meccanici erano ancora così imprecisi da dover essere regolati di continuo, e proprio con l'aiuto di una meridiana. Per questo all'inizio non era né possibile né sensato dotare gli orologi meccanici di più di una lancetta. Gli orologi a una sola lancetta – nelle torri campanarie spesso abbinati a una campana – bastavano ampiamente per sapere che ora fosse scoccata.
Ancora oggi, sulle torri o sulle facciate di chiese, municipi e altri edifici storici, si conservano qua e là segnatempo che indicano soltanto l'ora.
In alcuni casi, però, i quadranti presentano anche suddivisioni aggiuntive in mezz'ore o quarti d'ora. Si dovette attendere la fine del XVII secolo perché gli orologi a ruote funzionassero con una precisione sufficiente da poter essere dotati di una lancetta dei minuti.
Due, tre, tante lancette...
Con l'aumentare della precisione si passò infine a dotare gli orologi non solo della lancetta dei minuti, ma anche di quella dei secondi. E con l'introduzione di ulteriori complicazioni e quadranti ausiliari il numero di lancette presenti su un unico quadrante crebbe ancora. Alcune servono alla misurazione del tempo, per esempio nei cronografi, altre vengono usate per indicare un secondo fuso orario, mostrano la data del giorno o la riserva di carica. Dagli anni Novanta, però, gli orologi a una sola lancetta sono tornati in auge, questa volta come orologi da polso.
Il pioniere di questa tendenza è considerato il designer Klaus Botta, che già a metà degli anni Ottanta si dedicava allo sviluppo di orologi da polso con un'unica lancetta. Da allora diversi produttori hanno lanciato modelli di questo tipo, in parte rinunciando a qualsiasi suddivisione del quadrante, in parte adottando invece divisioni in quarti d'ora o in intervalli di cinque minuti. Alcuni modelli sono costruiti in modo che la lancetta si muova al doppio della velocità consueta e impieghi soltanto sei ore per compiere un giro completo del quadrante. Altri funzionano invece a metà della velocità normale, così che una rotazione completa della lancetta dura 24 ore.
Oltre ad alcuni produttori che realizzano esclusivamente o prevalentemente orologi a una lancetta, ci sono anche marchi di orologi di lusso come Mühle-Glashütte, nella cui collezione si trova un solo esemplare di questo tipo. Il M 29 Einzeiger di Mühle si ispira all'estetica degli strumenti storici e porta sul quadrante non una, ma due scale. Mentre quella interna è suddivisa in quarti d'ora, quella esterna è articolata in intervalli di dieci minuti con una suddivisione di due minuti.
Orologi da donna e dress watch a due lancette
Oggi gli orologi a due lancette si trovano soprattutto tra i modelli da donna. Sono presenti anche nel segmento maschile, in particolare tra i dress watch dal design volutamente sobrio ed elegante. Tra i più celebri modelli da donna a due lancette figura senz'altro, per esempio, il Reine de Naples di Breguet.
Ma anche un Omega Constellation Brushed Quarzo Mini o un Tissot T-Lady Generosi T si accontentano di sole due lancette. In generale si rinuncia alla lancetta dei secondi soprattutto nei modelli da donna con un diametro di cassa e quadrante particolarmente ridotto, nei quali una lettura dell'ora al secondo sarebbe comunque difficile.
Nel complesso, tuttavia, in termini di pezzi venduti gli orologi a due lancette hanno perso importanza negli ultimi decenni.
Orologi a tre lancette: i modelli standard più diffusi
La maggior parte degli orologi da polso è ormai costituita da modelli a tre lancette, sia tra quelli da donna sia tra quelli da uomo. Classici del lusso come il Rolex Datejust, l'Omega Seamaster Aqua Terra o il TAG Heuer Carrera rientrano in questa categoria, così come i moderni modelli di design di Nomos Glashütte o di Junghans.
Anche numerosi orologi subacquei sono concepiti come modelli a tre lancette, come il leggendario Rolex Submariner, il Planet Ocean di Omega o l'Aquaracer di TAG Heuer. Pure tra gli orologi professionali di Sinn si trovano diversi modelli a tre lancette.
Orologi con quattro o più lancette
Una variante frequente dell'orologio a tre lancette sono i modelli con quattro lancette, ciascuna destinata a una funzione diversa. Tra le versioni più comuni ci sono i cosiddetti orologi GMT, come il Carrera Twin Time di TAG Heuer o l'Omega Seamaster Aqua Terra GMT, che oltre all'ora locale possono indicare anche quella di un secondo fuso orario.
Altre possibilità sono una data a lancetta o un indicatore della riserva di carica, che però di norma non è posizionato al centro, bensì separatamente sul quadrante.
I segnatempo a più lancette più diffusi e apprezzati sono comunque i cronografi, che godono di una popolarità sempre maggiore soprattutto tra gli orologi da uomo.
Lo Speedmaster di Omega o i leggendari cronografi da aviatore di Breitling ne sono esempi particolarmente noti, ma ormai quasi ogni produttore di orologi di lusso ha in collezione uno o più modelli di cronografo.


