«Un calibro che superò la Cortina di ferro»
Nata dal nulla, fiorita, smantellata e infine rinata: la storia di Glashütte rappresenta un capitolo appassionante dell'orologeria moderna. Persino negli anni bui del regime della DDR, quando i produttori di orologi locali furono riuniti in un grande complesso statalizzato, gli ingegneri sassoni compiono un autentico capolavoro tecnico con il robusto movimento automatico Spezimatic. Ambito tanto nella Germania Est quanto in quella Ovest, nel corso dei decenni diventa un simbolo del superamento della Cortina di ferro.
Dalle miniere agli orologi: gli antefatti
Chi vuole comprendere il vero significato dello Spezimatic deve tornare indietro fino agli albori dell'industrializzazione. Per la precisione al 1845: all'epoca Glashütte è una delle tante città minerarie della valle del Müglitz, messa in ginocchio dal progressivo esaurimento dei giacimenti della regione. Sarebbe stato un certo Ferdinand Adolph Lange a cambiare in meglio il destino del paese, con grande fatica e un consistente finanziamento iniziale del governo sassone.
L'orologiaio di Dresda riesce a formare i lavoratori locali fino a renderli maestri della meccanica di precisione e a gettare le basi di una fiorente industria orologiera. Circa 100 anni dopo tornano tempi bui. La Seconda guerra mondiale trasforma dapprima Glashütte in un austero sito produttivo di spolette e orologi militari, finché, l'ultimo giorno di guerra, l'8 maggio 1945, la cittadina viene in gran parte distrutta dai bombardamenti sovietici. Ciò che resta viene smantellato. Nel 1951 il governo della DDR riunisce tutte le manifatture superstiti nel VEB ("Volkseigener Betrieb", impresa di proprietà del popolo) Glashütter Uhrenbetriebe.
Contraddistinto dalla sigla GUB, il grande complesso statale ha il compito di rifornire la dittatura socialista e gli altri Paesi del blocco orientale di orologi da polso affidabili ed economici. È l'ora della nascita del calibro Spezimatic.
Sottile, longevo e di facile manutenzione
I primi esemplari del movimento, il cui nome è una parola macedonia formata da "Spezial" e "Automatik", vengono presentati al pubblico dalla GUB nel 1964. Al centro dello sviluppo c'è la costruzione piatta, che segna un enorme passo avanti rispetto ai calibri precedenti e rende possibili i design slanciati degli anni Sessanta. Inoltre, in nome di una produzione economica, i tecnici devono garantire longevità e manutenzione semplice del movimento: 20 anni di vita utile sono il requisito minimo imposto dai pianificatori socialisti.
Battendo alla frequenza standard di 2,5 Hz (18.000 alternanze all'ora), lo Spezimatic offre una precisione accettabile di -30/+50 secondi al giorno. Non certo un valore da primato, ma nemmeno l'espressione del pieno potenziale dei progettisti tedesco-orientali. Quale precisione gli orologiai sassoni fossero davvero in grado di ottenere lo dimostra una piccola serie di circa 2.000-3.000 cronometri prodotti ogni anno. Avete letto bene: il rudimentale Spezimatic raggiungeva davvero gli standard qualitativi svizzeri di -2/+3 secondi di scarto giornaliero.
Rispetto alla produzione complessiva di Glashütte, tuttavia, si tratta di un numero irrisorio: fino alla cessazione della produzione nel 1978 vengono realizzati quasi 4 milioni di calibri, circa metà nella versione più vecchia 06-25 e l'altra metà nella più moderna 06-26.
Preziosa valuta estera: lo Spezimatic in Occidente
Degna di nota è soprattutto l'elevata quota di esportazione dei Glashütter Uhrenbetriebe: circa un terzo dei movimenti viene venduto in Occidente, procurando allo Stato socialista la valuta estera di cui ha disperatamente bisogno. Un affare vantaggioso per entrambe le parti, perché anche dall'altro lato della Cortina di ferro i movimenti Spezimatic sono apprezzati per la loro grande robustezza e longevità.
Disponibile lì con il nome "Meisteranker", il piccolo calibro diventa un grande simbolo del legame tra i tedeschi, al di là di muri, confini e sistemi politici.
Glashütte: la rinascita dopo la caduta del Muro
Prima della tanto attesa riunificazione, però, lo Spezimatic, uscito di produzione nel 1978, riceve ancora un successore migliorato: lo Spezichron. Prodotto fino al 1985, vanta una frequenza del bilanciere aumentata a 4 Hz (28.800 alternanze all'ora) e migliora sensibilmente la precisione del suo instancabile predecessore.
In totale ne vengono prodotti circa 360.000 esemplari, prima che lo Spezichron venga sostituito dalla più moderna (e, dal punto di vista della DDR, soprattutto più economica) tecnologia al quarzo. Per fortuna, questa era dell'orologeria era destinata a finire bruscamente. Nel 1990, ancora nell'anno della riunificazione, dal VEB Glashütter Uhrenbetriebe nasce la Glashütter Uhrenbetrieb GmbH, che inizialmente commercializza i propri segnatempo con due marchi: GUB e Glashütte Original.
Mentre il primo marchio punta su economici movimenti ETA provenienti dalla Svizzera, Glashütte Original si concentra sulla produzione di calibri di manifattura propri. Al più tardi nel 1994, quando l'azienda cambia proprietario, il ruolo dei due marchi diventa chiaro: GUB scompare dalla scena, mentre Glashütte Original si trasforma nel rinomato marchio di lusso che oggi conosciamo e apprezziamo. Con l'acquisizione da parte di Swatch Group nel 2000, l'azienda beneficia di una solida base finanziaria e nel 2020 offre ai propri clienti una gamma di prodotti più ampia che mai.
E che fine ha fatto lo Spezimatic?
Sebbene il periodo di produzione dello Spezimatic risalga a oltre 40 anni fa, molti esemplari di questo robusto cavallo da lavoro sono sopravvissuti fino a oggi. A seconda della rarità, godono di una forte domanda tra i collezionisti e coprono un'ampia fascia di prezzo: mentre le versioni comuni ben conservate si collocano su qualche centinaio di euro (fascia media a tre cifre), i rari modelli in oro possono arrivare tranquillamente a 10.000 €.
Qualunque esemplare scelga il collezionista interessato, ogni versione dello Spezimatic è al tempo stesso monito e simbolo di speranza. Monito, perché il calibro ricorda inevitabilmente le circostanze politiche in cui è nato. Simbolo di speranza, perché rappresenta il superamento sovrano della Cortina di ferro. Possa la storia dello Spezimatic restare per sempre impressa negli annali dell'orologeria: dopotutto contribuisce a fondare il mito di Glashütte, a cui oggi appartengono molti marchi come MÜHLE, NOMOS o Union Glashütte.



