« I nostri 5 migliori marchi non svizzeri »
Non a caso la Svizzera gode della fama internazionale di patria più importante dell'orologeria. Centinaia di produttori, dalle grandi maison come Omega e Tag Heuer fino alle piccole manifatture dell'alta gamma, si sono guadagnati con fatica questa reputazione nel corso degli ultimi secoli. Eppure i grandi marchi di orologi non devono necessariamente provenire dall'idilliaco paese alpino. Le presentiamo cinque delle migliori aziende al di fuori della Svizzera, che rappresentano un'orologeria di prim'ordine e spesso superano persino gli elvetici.
"Swiss Made": quali alternative ci sono?
I valori dell'export secondo l'International Trade Centre (ITC) parlano chiaro: nel 2019 la Svizzera ha esportato orologi per un valore di 19,5 miliardi di euro, pari a una quota del mercato mondiale del 42 per cento, lasciando lontanissimi i paesi che seguono in classifica, Hong Kong (15,8 per cento) e Cina (9,6 per cento). Se concentriamo l'attenzione sui paesi produttori orientati alla qualità, restano due opzioni: la Francia (5,8 per cento) e la Germania (3,6 per cento).
[box type="info" align="" class="" width=""]Con Chanel, Cartier, Bell & Ross e altri marchi esiste certamente una serie interessante di aziende francesi, ma la maggior parte di esse si affida a stabilimenti produttivi svizzeri.[/box]Resta dunque la Germania, dove in tutte le fasce di prezzo si trovano marchi di orologi di grandissimo valore con l'orgogliosa dicitura "Made in Germany". Vogliamo mettere in evidenza tre mete imprescindibili per gli appassionati: la città dell'orologeria più importante è Glashütte, sede della maggior parte dei grandi nomi, con Nomos, Glashütte Original e altre manifatture di punta, seguita da Schramberg, patria di Junghans, e da Francoforte sul Meno, luogo d'origine di Sinn Spezialuhren.
Glashütte Original: lusso puro dalla culla dell'orologeria tedesca
Quando si parla di marchi di vertice che non provengono dalla Svizzera, il nome Glashütte Original viene fatto per primo. Segnata da una storia avvincente, iniziata nel 1845 con la fondazione dell'industria orologiera di Glashütte e sopravvissuta a tutti gli orrori del XX secolo, dalla guerra mondiale al comunismo, l'azienda esiste nella sua forma attuale dal 1994. Uno sguardo alla collezione di punta Pano mostra quanto sia inconfondibile il volto dell'Haute Horlogerie sassone:
A rendere unico questo produttore sono soprattutto i quadranti asimmetrici, la tradizionale data panoramica e la regolazione fine a collo di cigno tipica del luogo all'interno del movimento. A ciò si aggiungono tourbillon, casse in oro massiccio e una lavorazione artigianale che mette in ombra molti marchi svizzeri. Oltre alla nota serie Senator, vogliamo mettere in primo piano soprattutto la collezione Glashütte Original Vintage, i cui modelli Sixties e Seventies offrono a chi li indossa un autentico viaggio nel tempo nei due decenni che hanno definito uno stile.
NOMOS Glashütte: eleganza moderna in stile Bauhaus
A poche strade da Glashütte Original, NOMOS realizza le sue intramontabili collezioni Bauhaus che, da Ahoi a Zürich, vantano una delle riconoscibilità più forti fra tutti i marchi non svizzeri. Mentre l'estetica delle serie è improntata a un minimalismo rigoroso, dalle lancette sottili ai numeri moderni, la meccanica di manifattura del produttore è dominata da una complessità geniale. Come uno dei pochi marchi premium al mondo, NOMOS offre movimenti di manifattura nella fascia tra 1.000 e 2.000 €, un argomento d'acquisto imbattibile per i giovani appassionati della meccanica tradizionale.
Per la maggior parte dei suoi orologi, il giovane marchio fondato nel 1990 non indica un genere, poiché i modelli possiedono eccellenti caratteristiche unisex. Una delle nostre collezioni non svizzere preferite è la Nomos Zürich Weltzeit, che con la semplice pressione di un pulsante viaggia attraverso tutti i 24 fusi orari interi del mondo, con un aspetto estremamente elegante. Oppure che ne dice della quadrata Tetra, una sorta di versione in miniatura del Tag Heuer Monaco che conquista con il suo mondo di colori vivaci?
Sinn Spezialuhren: ingegneria indistruttibile sul Meno
Omega va fiera dell'impermeabilità a 1.200 metri del Seamaster Ploprof, quel mostro che da decenni è al vertice degli orologi subacquei di Bienne. A ragione. Tuttavia, rispetto al Sinn UX, progettato per le forze speciali marittime e capace di resistere in laboratorio a 12.000 metri, quel valore appare piuttosto modesto.
[box type="note" align="" class="" width=""]Questo traguardo dimostra simbolicamente l'orientamento tecnico del marchio di Francoforte, fondato nel 1961 dal pilota e istruttore di volo acrobatico tedesco Helmut Sinn.[/box]Che si tratti di cacciatori, vigili del fuoco o medici del soccorso: il portafoglio prodotti di Sinn comprende orologi speciali per i più diversi impieghi, accompagnati da un'intera armata di sviluppi speciali intelligenti.
La varietà spazia dall'indurimento superficiale con la tecnologia TEGIMENT all'impiego dell'acciaio tedesco per sottomarini, fino alla tecnica HYDRO, che consente una lettura senza riflessi sott'acqua. Molti marchi svizzeri sognerebbero la competenza tecnica riunita a Francoforte. E il bello è che, grazie all'utilizzo di movimenti acquistati da terzi, l'azienda tedesca mantiene i prezzi dei suoi strumenti entro limiti moderati: la partita si gioca essenzialmente tra 1.000 e 5.000 €.
Junghans: radiocontrollo, solare e Max Bill
Lo storico marchio della Foresta Nera Junghans è senza dubbio tra i produttori più importanti che non provengono dalla Svizzera. Aperta nel 1861, esattamente 100 anni prima della fondazione di Sinn, anche la fabbrica di orologi di Schramberg è sinonimo di tecnologia orologiera pionieristica. I suoi risultati principali il marchio li ottiene nella tecnica radiocontrollata, quando nel 1990 lancia con il MEGA 1 il primo orologio da polso radiocontrollato al mondo. Anche i moderni orologi solari sono tuttora molto apprezzati da Junghans.
Nel 1961, in collaborazione con l'artista svizzero Max Bill, il produttore realizza una rivoluzione del design al polso: la collezione Max Bill dal design Bauhaus essenziale, proposta ancora oggi in forma pressoché invariata per donna e uomo. Forse possiede l'estetica più influente di tutti i tempi fra i marchi di orologi non svizzeri. Vogliamo dedicare un'attenzione particolare ai classici della collezione Junghans Meister, che, dalle eleganti riserve di carica a barra fino a una splendida serie ore del mondo, offre grandi emozioni in una fascia di prezzo accessibile.
U-Boat: il marchio non svizzero da scoprire, dall'Italia
Lasciamo la Germania in direzione della Toscana, dove l'anticonformista designer di orologi Italo Fontana ha creato un marchio non svizzero senza eguali sulla base dei vecchi disegni di orologi militari di suo nonno.
[box type="success" align="" class="" width=""]Massicci, vistosi e controversi sono i modelli dell'estroverso artista, che raggiungono dimensioni enormi fino a 50 millimetri.[/box]È soprattutto la collezione U-Boat Chimera a riuscire a conquistare ulteriore attenzione, al di là delle dimensioni imponenti, grazie a corone enormi con ponte di protezione e a materiali per la cassa fuori dal comune: le parole chiave sono rame e carbonio. Ma a caratterizzare l'immagine di U-Boat non è solo una mascolinità prorompente, bensì anche sviluppi ingegnosi come la serie di orologi Capsoil riempita d'olio.
E osservando i colori incantevoli della femminile collezione Rainbow, si potrebbe quasi pensare che il produttore sia un marchio di orologi qualunque. Apprezziamo U-Boat soprattutto per il suo approccio rivoluzionario e per l'aria fresca con cui l'azienda italiana scuote il resto del settore.



