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Cronografo automatico: storia e funzionamento

Der Automatik-Chronograph

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Molti appassionati di orologi da polso meccanici di pregio possiedono anche uno o più cronografi. Di norma si tratta di orologi da polso analogici sportivi da uomo, ma diversi tipi di cronografi si trovano anche a bordo di aerei, navi e in altri ambiti. Tutti hanno in comune la capacità di fungere da cronometro oltre a indicare l'ora "normale".

Uno "scrittore del tempo"

Il termine cronografo affonda le sue radici nel greco antico e, tradotto letteralmente, significa più o meno "scrittore del tempo". Si tratta quindi di un orologio con cui è possibile misurare determinati intervalli di tempo. I cronografi, peraltro, non vanno confusi con i cronometri. Questi ultimi si distinguono per una precisione di marcia particolarmente elevata e certificata, ma non dispongono affatto in ogni caso di una funzione di arresto. A seconda dell'uso previsto, del design o di eventuali complicazioni, si possono distinguere diversi tipi di cronografi.

Sinn Spezialuhren orologio da uomo cronografi strumentali nella versione 3006.011 con giorno della settimana in inglese Omega Seamaster Diver 300M Co-Axial Master Chronometer Chronograph 44 mm nella versione 210.32.44.51.01.001

Quando oggi si parla di cronografo, nella maggior parte dei casi si intendono orologi da polso dotati di questa funzione. Nella fascia di prezzo bassa o media, i cronografi automatici da uomo e da donna dispongono di norma di un movimento al quarzo. I modelli di livello superiore, fino al segmento del lusso, sono invece per lo più dotati di un movimento automatico e vengono perciò chiamati anche cronografi automatici.

Caratteristiche esterne: "pulsanti" e quadranti aggiuntivi

In molti casi i cronografi si distinguono dagli altri orologi già al primo sguardo. Sul quadrante principale si trovano infatti per lo più altri quadranti più piccoli, i cosiddetti contatori o totalizzatori. Durante la cronometrazione indicano, ad esempio, i minuti o le ore misurati. L'indicazione dei secondi avviene invece di solito tramite una lancetta sul quadrante principale, che nell'aspetto ricorda per lo più la lancetta dei secondi di un classico orologio a tre lancette. Affinché i secondi dell'ora corrente possano continuare a essere indicati anche durante una misurazione, questa funzione viene per lo più svolta da una lancetta su uno dei contatori. Un'altra caratteristica tipica di molti cronografi automatici da uomo e da donna sono i tasti o "pulsanti" disposti accanto alla corona: quello superiore funge da tasto di avvio e arresto, mentre premendo quello inferiore la grande lancetta cronografica del quadrante principale ritorna, dopo la misurazione, nella sua posizione iniziale sulle ore 12.

Maurice Lacroix Aikon Automatic Chronograph 44mm nella versione AI6038-SS001-131-1 MÜHLE Glashütte S.A.R. Flieger-Chronograph nella versione M1-41-33-MB

Chi è l'inventore?

La questione di chi possa essere considerato l'inventore del primo cronografo è spesso dibattuta, e a questo proposito vengono citati numerosi nomi diversi. È un dato di fatto che già dal XVIII secolo vi furono ripetuti tentativi in tal senso e che diverse persone, con le loro varie invenzioni, contribuirono in modo determinante allo sviluppo di quel tipo di orologio che oggi conosciamo come cronografo.

Il primo modello riconosciuto della storia è considerato un orologio astronomico di Louis Moinet, iniziato nel 1815 e completato l'anno successivo: il cosiddetto "compteur de tierces". Questo orologio era dotato di una lancetta centrale per l'indicazione dei sessantesimi di secondo, di pulsanti per avviare e arrestare una misurazione e di una funzione di azzeramento. Le prime forme embrionali, tuttavia, erano state sviluppate già alcuni decenni prima, tra cui un modello con lancetta dei secondi arrestabile. In questo caso, però, all'arresto si fermava l'intero movimento, cosicché nella misurazione dei tempi intermedi le fasi di fermo dovevano essere sommate alla fine.

La svolta: fermare i secondi con il movimento in funzione

Un'ulteriore pietra miliare nell'evoluzione dagli orologi con le prime semplici funzioni di arresto al cronografo vero e proprio arrivò nel 1831. In quell'anno l'austriaco Joseph Thaddäus Winnerl – collaboratore della manifattura Breguet – riuscì a costruire un orologio la cui lancetta dei secondi poteva essere fermata separatamente. In seguito Winnerl inventò persino un segnatempo con due lancette dei secondi sovrapposte, che potevano essere arrestate una dopo l'altra. Il tempo così misurato veniva calcolato come differenza.

Dal punto di vista tecnico, ciò richiedeva l'integrazione di due meccanismi di arresto separati ma accoppiati tra loro. Per questa complicazione si usano anche i termini lancetta sdoppiante, rattrapante o secondi rattrapante. Quando nel 1844 Adolphe Nicole inventò il cosiddetto "cuore di azzeramento", che permette di riportare una lancetta a zero premendo un pulsante, aprì definitivamente la strada alla realizzazione del primo vero cronografo da tasca, presentato al pubblico nel 1862. Con la crescente diffusione degli orologi da polso crebbe anche l'interesse per modelli con cronometro in questo formato.

A partire dal 1933 si affermò sempre più la soluzione sviluppata da Breitling, in cui due pulsanti separati consentono rispettivamente l'avvio e l'arresto e l'azzeramento. I cronografi che funzionano secondo questo principio permettono di fermare più volte la lancetta cronografica e di farla poi ripartire.

Breitling Avenger Chronograph 45 Night Mission nella versione V13317101B1X2 Breitling Navitimer 1 B01 Chronograph 43 nella versione AB0138241G1P1

Il cronografo automatico: tecnica sofisticata per un funzionamento affidabile

Dopo che gli orologi automatici si erano affermati sempre più come alternativa agli orologi meccanici a carica manuale, era naturale produrre anche cronografi a carica automatica. Sebbene Albert Piguet avesse sviluppato già nel 1946 il prototipo con carica automatica, sarebbero passati ancora più di due decenni prima che il primo cronografo automatico da uomo prodotto in serie arrivasse sul mercato.

Ci riuscì Zenith/Movado nel gennaio 1969. Questo produttore ebbe così la meglio sui concorrenti Breitling/Heuer e Seiko, che lavoravano anch'essi a progetti analoghi. Per sottolineare il proprio ruolo di pioniere, Zenith/Movado chiamò il suo calibro "El Primero", che significa "il primo". Poco dopo, l'avvento degli orologi al quarzo minacciò di estromettere dal mercato questi capolavori meccanici, ma il rinnovato interesse per gli orologi meccanici di pregio a partire dalla metà degli anni '80 aprì nuove prospettive anche ai cronografi meccanici.

Zenith Chronomaster El Primero Open nella versione 03.3300.3604/21.M3300 Zenith Chronomaster Revival El Primero A384 Revival nella versione 03.A384.400/21.C815

Oggi il cronografo automatico è nettamente più diffuso dei segnatempo meccanici a carica manuale. Il motivo risiede probabilmente soprattutto nel fatto che la carica automatica gode in generale di grande popolarità negli orologi da polso di pregio, poiché risparmia al proprietario sia la regolare carica a mano sia l'acquisto occasionale di una batteria.

Soluzioni tecniche complesse riunite in uno spazio minimo

La realizzazione di un cronografo automatico pone esigenze particolarmente elevate all'abilità artigianale degli orologiai. Nello spazio tipicamente piuttosto ridotto delle casse degli orologi da polso occorre infatti alloggiare non solo un movimento cronografico, nettamente più complesso di un movimento semplice, ma anche la carica automatica con il suo rotore, anch'essa più elaborata di una tradizionale carica manuale.

Il movimento cronografico automatico probabilmente di maggior successo è considerato il calibro Valjoux 7750 di ETA, offerto in diverse varianti e che oggi svolge affidabilmente il suo lavoro nella maggior parte degli orologi da polso automatici. Altri noti movimenti automatici nel segmento dei cronografi sono il calibro di manifattura 4130 di Rolex o il Lemania 5100, che però non viene più prodotto.

Rolex Cosmograph Daytona con il numero di referenza 116508

Alcuni cronografi meccanici sono diventati vere e proprie icone della storia dell'orologeria e vengono prodotti da decenni quasi invariati. Tra questi, ad esempio, lo Speedmaster di Omega, divenuto celebre come "Moonwatch", e il Rolex Oyster Perpetual Cosmograph Daytona, molto ambito da tanti collezionisti soprattutto nella versione in acciaio.

Omega Speedmaster Rolex Cosmograph Daytona referenza 116500LN

Il fascino che i cronografi automatici da uomo, come questi e altri modelli, esercitano su generazioni sempre nuove di appassionati di orologi dovrebbe far sì che il cronografo automatico non perda i suoi estimatori nemmeno nell'era di smartphone e smartwatch dotati di funzione cronometro.

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