« John Harwood e il primo orologio automatico »
Gli orologi automatici offrono numerosi vantaggi. Non richiedono batterie, il che rende questa categoria di orologi rispettosa dell'ambiente, e non occorre caricare personalmente la molla motrice. Di questa operazione si occupa un sistema di carica automatica, attivato semplicemente indossando l'orologio. L'energia prodotta dai movimenti del braccio di chi lo porta aziona un rotore, che carica autonomamente la molla del movimento. La molla, a sua volta, trasmette il movimento del rotore al meccanismo di carica, che negli orologi tradizionali deve essere azionato manualmente tramite la corona. Anche quando l'orologio automatico non viene indossato, i modelli moderni dispongono di una riserva di carica fino a 45 ore, così che l'orologio non si fermi durante la notte. Si tratta di un meccanismo estremamente comodo, offerto da questi orologi speciali. Le sue origini risalgono all'ingegno di un uomo visionario. Il nome di quest'uomo è John Harwood.
Come John Harwood ebbe l'idea del primo orologio automatico

Per lungo tempo il mercato dell'orologeria fu dominato dagli orologi da tasca, per lo più fissati con catenelle. Gli orologi da polso comparvero sul mercato solo all'inizio del XX secolo ed erano inizialmente pensati soltanto per le donne. Tuttavia, le versioni da tasca allora diffuse si rivelarono poco pratiche per l'uso militare: serviva quindi un'altra soluzione, e gli orologi da polso si diffusero rapidamente. Poco dopo il loro sviluppo approdarono anche in ambito privato. Nel 1922, però, gli orologi da polso in commercio presentavano ancora notevoli difetti. In particolare sporco e umidità costituivano gravi problemi, causando imprecisioni e malfunzionamenti. Per questo John Harwood, sull'Isola di Man, si mise al lavoro per realizzare la sua idea di un orologio il più possibile preciso e affidabile. L'obiettivo era sviluppare un meccanismo di carica collocato all'interno dell'orologio, che rendesse superflua l'apertura della cassa.
Ispirato dal semplice movimento di un'altalena a bilico, John Harwood ebbe l'idea di realizzare il meccanismo di carica autonoma sfruttando l'apporto di energia cinetica. Sono infatti leggi fisiche naturali ad alimentare gli orologi automatici.
Gli orologi automatici entrano in produzione in serie
Nel 1924 John Harwood ottenne a Berna il brevetto per la sua rivoluzionaria invenzione. La produzione in serie della sua innovativa creazione divenne possibile grazie alla collaborazione con l'azienda Fortis. La prima serie di orologi automatici fu presentata al grande pubblico nel 1926 alla Fiera di Basilea. L'HARWOOD Automatik pose le basi di una storia di successo che prosegue ancora oggi. Sul piano estetico, la creazione si distingueva per la lunetta zigrinata, che serviva anche a regolare le lancette, e per il quadrante in metallo argentato abbinato a numeri arabi luminescenti e a lancette azzurrate rivestite di materiale luminescente. In seguito si aggiunse un altro modello, l'Autorist, che si caricava tramite un meccanismo azionato dal cinturino. Questa funzione, unita all'elegante design rettangolare, divenne un vero successo di vendite a livello internazionale.
Per lungo tempo il mercato internazionale dell'orologeria fu segnato dagli orologi automatici: nessuna sorpresa, considerando gli enormi vantaggi che queste novità portavano con sé. Gli orologi, infatti, si fermavano solo se non venivano indossati per un periodo prolungato, e scompariva la fatica di caricarli personalmente. Questa particolare funzione di carica influiva inoltre in modo significativo sulla precisione degli orologi dell'epoca. Ci volle del tempo, ma alla fine la nuova tecnica si affermò anche da noi.
Quando Rolex lanciò sul mercato gli orologi automatici
Dopo i successi iniziali, l'introduzione del meccanismo automatico subì una battuta d'arresto nel 1929, con il grande crollo della Borsa di New York che diede il via alla Grande Depressione. Alla fine, però, nemmeno questa circostanza riuscì a impedire all'orologio automatico di proseguire la sua marcia trionfale. Col tempo la sua tecnologia fu adottata da rinomati marchi orologieri. In particolare Rolex svolse un ruolo pionieristico. Come oggi, già allora Rolex era considerata una manifattura di orologi di lusso della massima classe. Il leggendario produttore sviluppò il proprio modello con la carica Perpetual, basata sulla tecnica ideata da John Harwood. Ancora oggi le versioni corrispondenti portano la denominazione „Perpetual“ nel nome. Il lancio dell'Oyster Perpetual da parte di Rolex segnò l'avvio di ulteriori serie, che resero questi orologi speciali disponibili su larga scala.
Come tante innovazioni tecniche, anche gli orologi automatici erano inizialmente molto costosi e accessibili soprattutto ai cittadini benestanti. La situazione cambiò nel corso degli anni, man mano che sempre più aziende seguirono la nuova tendenza e produssero orologi in diverse fasce di prezzo. Anche da noi questa tecnica rivoluzionaria arrivò con ritardo. I primi orologi automatici fabbricati in Germania risalgono all'inizio degli anni '50 e furono realizzati da marchi rinomati come Junghans.
L'orologio automatico moderno
Per un certo periodo la domanda di orologi automatici calò leggermente, quando vide la luce l'orologio al quarzo. Nella concorrenza con questa ulteriore novità, gli orologi automatici dovettero per un po' cedere terreno. Con l'arrivo della grande crisi del quarzo, protrattasi fino agli anni '80, i modelli automatici riuscirono poi a riposizionarsi e a conquistare nuovamente un posto importante nel mercato mondiale dell'orologeria. Da allora hanno continuato a evolversi. Una versione particolarmente moderna è l'orologio al quarzo con carica automatica, in cui il movimento al quarzo è alimentato dalla meccanica automatica e funziona quindi senza batterie. Alla fine degli anni '80, inoltre, Fortis ha ripreso la produzione dell'HARWOOD Automatik secondo i progetti originali di John Harwood. Oggi questi modelli con meccanismo di carica automatica sono irrinunciabili nel variegato mondo dell'orologeria. Comodi e senza impegno da indossare, durano a lungo e sono perciò compagni fedeli. Che si tratti di orologi funzionali e semplici o di creazioni del segmento di lusso più esclusivo, esistono varianti diverse per ogni esigenza. Tutto questo lo dobbiamo alla forza visionaria delle idee di John Harwood.


