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Raynald Aeschlimann: l'uomo dei segnatempo di lusso Swatch

Raynald Aeschlimann

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Per guidare con successo un produttore di orologi di lusso servono personalità che si muovano con la stessa disinvoltura tra bilanci e strategie aziendali quanto tra le ultime tendenze del mercato orologiero e le preferenze della clientela. Una solida competenza è necessaria tanto quanto una certa sensibilità e l'esperienza maturata in un mercato che non sempre sembra funzionare in modo del tutto razionale. Raynald Aeschlimann è tra coloro che riuniscono in sé proprio queste qualità. Presentiamo alle nostre lettrici e ai nostri lettori l'uomo che, all'interno dello Swatch Group, è responsabile degli orologi di lusso.

Una moltitudine di compiti – e affascinanti margini di manovra

Per molti appassionati di orologi, guidare un produttore di orologi di lusso potrebbe essere il lavoro dei sogni per eccellenza: dove altro si possono realizzare così bene le proprie idee sull'orologio ideale come in questa posizione?

Le cose, però, non sono così semplici: il gusto personale e le preferenze individuali sono utili solo nella misura in cui corrispondono anche al gusto del maggior numero possibile di potenziali clienti – o addirittura riescono a dare vita a una nuova tendenza.

Se questa condizione è soddisfatta e arriva il successo economico, un incarico del genere offre davvero affascinanti margini di manovra a chi ama occuparsi del design e della sofisticata tecnica degli orologi meccanici di lusso. Ciò vale in misura particolarmente elevata per Raynald Aeschlimann.

Omega Speedmaster Moonwatch Apollo XVII 45th Anniversary Limited Edition nella versione 311-30-42-30-03-001 Omega Speedmaster Moonwatch Apollo XVII 45th Anniversary Limited Edition nella versione 311-63-42-30-03-001

Profonda conoscenza del settore ed esperienza internazionale

I prodotti realizzati sotto la sua responsabilità sono apprezzati dagli appassionati di orologi di tutto il mondo, eppure il nome di Aeschlimann è poco presente presso il grande pubblico e nei media. Tra gli addetti ai lavori, invece, gode da tempo di ottima reputazione: è sinonimo di una conoscenza ampia e approfondita del settore, di impulsi importanti per i marchi da lui guidati e di esperienze internazionali in diverse posizioni dirigenziali.

Lo svizzero ha studiato presso la rinomata Università di San Gallo, conseguendo la licenza in economia e un M. A. Le prime tappe della sua carriera, a partire dal 1992, sono state presso Longines, il marchio orologiero registrato più antico del mondo, e presso Complementa AG, società specializzata in investimenti con sede a San Gallo.

Una svolta decisiva per il suo percorso arrivò nel 1996: quell'anno Aeschlimann passò al produttore di orologi di lusso Omega come project manager nei settori vendite e marketing; nel 2000 divenne Brand Manager per la Spagna dei due marchi Omega e Blancpain. Nel 2001 assunse la carica di vicedirettore e responsabile internazionale vendite, retail e distribuzione. Ricoprì questo ruolo per quasi quindici anni, finché nel giugno 2016 fu infine chiamato alla guida di Omega AG in qualità di presidente.

Le funzioni di vertice di Aeschlimann all'interno dello Swatch Group e l'impegno per il settore orologiero

Parallelamente alla sua attività in Omega, nel corso degli anni Aeschlimann ha assunto anche diverse funzioni importanti all'interno della casa madre, lo Swatch Group. Dal 2010 fu dapprima coordinatore della filiale indiana del gruppo, prima di entrare nel 2013 nella direzione generale allargata. Da gennaio 2019 è inoltre responsabile dello Swatch Group Francia. Oltre a questi incarichi, si impegna per gli interessi del suo settore come membro del consiglio della Federazione dell'industria orologiera svizzera FH.

Un marchio chiave del principale gruppo orologiero svizzero

Il fatto che Aeschlimann abbia trascorso gran parte della sua vita professionale in Omega gli torna probabilmente utile di frequente nel suo lavoro ai vertici dello Swatch Group.

Il marchio di orologi di lusso che prende il nome dall'ultima lettera dell'alfabeto greco appartiene infatti, in un certo senso, al nucleo originario di quello che oggi è il principale gruppo orologiero svizzero, mentre numerosi altri marchi del gruppo sono stati acquisiti solo negli ultimi 30 o 40 anni. Già nel 1930 due rinomati produttori svizzeri, Omega di Bienne e Tissot di Le Locle, si erano uniti nella Société Suisse pour l'Industrie Horlogère (SSIH).

Due anni più tardi si aggiunse un'altra azienda, Lemania. Parallelamente, con la Allgemeine Schweizer Uhrenindustrie AG (ASUAG), fondata nel 1931, era nato un altro gruppo che riuniva sotto il proprio tetto un portafoglio di affermati produttori svizzeri. I due coesistettero per diversi decenni e, all'inizio degli anni '80, assunsero infine un ruolo chiave nel consolidamento dell'industria orologiera svizzera.

Quest'ultima, a causa della cosiddetta crisi del quarzo, era finita sotto una pressione crescente a partire dagli anni '70, poiché orologi al quarzo a basso costo – soprattutto asiatici – invadevano i mercati mondiali, facendo crollare drasticamente la domanda di orologi meccanici. In questo contesto Nicolas G. Hayek divenne il "salvatore dell'industria orologiera svizzera", fondando nel 1983 la Société Suisse de Microélectronique et d'Horlogerie (SMH).

Nata dalla fusione di ASUAG e SSIH, dal 1998 assunse la denominazione The Swatch Group AG. Riunendo numerosi celebri marchi orologieri svizzeri sotto un unico gruppo e sfruttando le sinergie così rese possibili, si riuscì a superare la crisi e a riposizionare gli orologi svizzeri come beni di lusso richiesti a livello internazionale.

Posizioni e decisioni: come "ticchetta" l'esperto di orologi di lusso Aeschlimann?

Quando nel 2016 Raynald Aeschlimann raccolse in Omega l'eredità di Stephen Urquhart, a 46 anni era ancora relativamente giovane, ma grazie alla sua lunga esperienza era già considerato un "veterano" e da tempo veniva indicato come possibile successore.

Il dinamico manager dell'orologeria ha pienamente soddisfatto le grandi aspettative che ne derivavano.

Già l'anno successivo al suo insediamento la stampa specializzata gli riconobbe una partenza fulminante. In occasione del 60° compleanno del leggendario Speedmaster fece scalpore con uno spettacolare evento alla Tate Modern di Londra, dove sul palco salirono, accanto all'ambasciatore del marchio George Clooney, anche l'ex astronauta e secondo uomo sulla Luna, Buzz Aldrin. Quest'ultimo, durante il primo allunaggio con equipaggio del 21 luglio 1969, portava al polso un esemplare di quel modello Speedmaster che la NASA aveva scelto come orologio ufficiale degli astronauti e che ancora oggi è noto come "Moonwatch".

Un altro momento culminante del mandato di Aeschlimann finora è stata l'inaugurazione del nuovo edificio Omega a Bienne. Il suo autore, l'archistar giapponese Shigeru Ban, può vantare di aver realizzato, con questa costruzione lunga 70 metri e larga e alta 30 metri, la più grande struttura in legno del mondo. Che Aeschlimann nutra una passione per gli orologi meccanici è probabilmente indispensabile per il suo lavoro. In un'intervista ha affermato che per lui un orologio dovrebbe essere, per principio, meccanico.

L'esperienza che si vive con un orologio meccanico sarebbe unica.

Per lui sono inoltre importanti la tradizione del marchio Omega e il suo legame con la perfezione, espresso dalla scelta stessa del nome. Il rispetto per l'eredità storica non ostacola però in alcun modo Aeschlimann nello sviluppo di nuove idee e prodotti. Al contrario: con decisioni innovative come l'introduzione dello Speedy Tuesday o il lancio della nuova linea di orologi da donna Trésor, fa sì che il "suo" marchio e lo Swatch Group nel suo complesso possano continuare ad avere successo sul mercato anche in futuro.

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