L'oro: da millenni il metallo dalla nobile lucentezza esercita sull'uomo un fascino senza pari. Ambito come gioiello e apprezzato come bene rifugio, ricopre un ruolo particolare nell'industria orologiera. Ma se un orologio brilla d'oro, non significa affatto che si tratti di un "vero" orologio d'oro. Spieghiamo quali varianti esistono, cosa considerare in termini di prezzo e valore e quali modelli sono particolarmente richiesti.
Oro o placcato oro? I termini da conoscere
Un orologio dorato può ottenere la sua lucentezza in due modi: o si tratta di una cassa in acciaio inossidabile ricoperta da un sottile strato d'oro, oppure la cassa è in oro massiccio. Mentre nel primo caso si parla di placcatura, la variante in oro massiccio corrisponde a ciò che comunemente si definisce un "vero" orologio d'oro.
Il "vero" è volutamente tra virgolette: nei modelli di pregio placcati, lo strato è costituito dal metallo originale e non da un'altra sostanza.
Tuttavia le placcature hanno di norma uno spessore estremamente ridotto: la dicitura "10 micron" sul fondello, ad esempio, indica che lo strato d'oro è spesso 0,01 mm. Risulta quindi evidente che la placcatura comporta un impiego decisamente minore del costoso metallo.
Passando ai modelli "veri", compare spesso l'unità "carato" per indicare il titolo. Un carato (kt) equivale a "una parte su 24". Di conseguenza, l'oro a 24 carati indica una lega composta al 100% dal metallo prezioso, anche se, poiché la purezza non è mai perfetta, si parla di 99,99%. Un "vero" orologio da polso in oro può contenere quantità diverse del metallo; le più comuni sono 18 kt (oro 750), 14 kt (oro 585) e 8 kt (oro 333). Anche tra i modelli "veri" le differenze sono quindi notevoli, ma bastano a malapena a spiegare le differenze di prezzo:
La collezione Tissot T-Gold, ad esempio, propone modelli a 18 kt già nella fascia bassa delle quattro cifre, mentre orologi decisamente più costosi di altri marchi presentano spesso leghe 585.
Oro giallo, rosa o bianco: una grande varietà
Sebbene l'orologio d'oro venga associato perlopiù all'oro giallo, l'oro rosa e l'oro bianco rappresentano alternative eleganti. Per esaminare più da vicino le varianti e le loro differenze, il Rolex Cosmograph Daytona è un esempio eccellente: il leggendario cronografo è disponibile in tutte le varianti immaginabili, con cassa, lunetta e bracciale a scelta nel metallo regale oppure no.
Chi desidera lanciare un messaggio forte farà bene a scegliere l'oro giallo o rosa, mentre l'oro bianco garantisce un aspetto più discreto. Difficile da distinguere dall'argento per i profani, si tratta di una lega speciale a cui, grazie all'aggiunta di altri metalli preziosi, è stato tolto il colore dorato.
Curiosamente, a causa della lavorazione più complessa, è ancora più costoso dell'oro "normale".
Chi desidera il proprio orologio di lusso in oro si trova davanti a una scelta difficile, perché quasi tutti i produttori offrono i loro classici in una versione di questo tipo.
L'Omega De Ville in versione oro massiccio si rivela particolarmente raffinato, poiché il modello fa comunque un'ottima figura nelle occasioni eleganti. Tuttavia, come per tutti gli altri produttori, il sovrapprezzo rispetto alle versioni in acciaio è enorme.
I modelli vintage, ad esempio dell'Omega Constellation, sono perciò considerati una dritta da intenditori tra gli amanti del metallo prezioso, poiché capolavori ben conservati si trovano a prezzi decisamente più convenienti rispetto agli orologi nuovi.
Il sovrapprezzo degli orologi d'oro: perché è così alto?
Che sia in vetrina o online: osservando gli orologi di lusso di vari marchi, saltano subito all'occhio le enormi differenze di prezzo tra orologio in acciaio e orologio d'oro. Il Rolex Cosmograph Daytona in oro, ad esempio, costa circa tre volte più del modello in acciaio.
Per l'Omega De Ville bisogna mettere in conto addirittura il quintuplo. Con differenze simili, è certo che non dipendono soltanto dal maggior costo del materiale.
Per spiegarle servono altri due aspetti: da un lato la lavorazione più complessa, dall'altro l'esclusività voluta. Poiché l'oro è per natura molto più morbido dell'acciaio, sono necessarie tecniche particolari per la lavorazione del materiale e la realizzazione dell'orologio. Quasi ancora più importante è l'esclusività: una parte del sovrapprezzo si paga semplicemente per acquistare qualcosa di raro, che pochi altri possono permettersi.
L'orologio d'oro come investimento: meglio dei segnatempo "normali"?
Soprattutto per collezionisti e investitori si pone la questione dell'andamento del valore degli orologi d'oro: il forte sovrapprezzo rispetto agli orologi in acciaio potrebbe un giorno ripagare? Purtroppo non è possibile dare una risposta certa, poiché il valore di mercato di un modello dipende da numerosi altri fattori.
Decisiva è soprattutto la domanda: nei modelli rari e ambiti il valore cresce indipendentemente dal materiale, mentre i veri orologi d'oro prodotti in grandi quantità possono perdere valore. Il Rolex Cosmograph Daytona, ad esempio, è tra i segnatempo più richiesti in assoluto e i suoi modelli in acciaio hanno registrato negli ultimi anni un forte aumento di valore. Un Omega Constellation in oro rientra piuttosto nella seconda categoria: è prodotto in grandi quantità e un aumento di valore a breve appare improbabile.
È quindi vivamente sconsigliato acquistare orologi d'oro qualsiasi nella convinzione che si rivaluteranno comunque. Nel peggiore dei casi non si recupera nemmeno il valore del materiale. Se si è interessati agli orologi da polso come investimento, conviene approfondire: chi accumula esperienza e acquisisce sensibilità per il mercato avrà tendenzialmente più successo di un principiante. Indipendentemente dal materiale.

