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Orologi della Foresta Nera: storia oltre il cucù

Mehr als Kuckucksuhren – der Schwarzwald als deutsches Uhren-Zentrum

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La Foresta Nera è nota in tutto il mondo come uno dei centri dell'orologeria tedesca, anche se non sempre viene associata soltanto agli orologi a cucù. Non va dimenticato che in questa regione dai paesaggi suggestivi, al confine con la Francia, hanno sede due rinomati marchi tedeschi di orologi di lusso ricchi di tradizione. In questo articolo presentiamo alle nostre lettrici e ai nostri lettori una regione orologiera attraverso i cambiamenti del tempo.

Orologi della Foresta Nera – esportati in tutto il mondo

Già dalla seconda metà del XVIII secolo la produzione di orologi rappresentava nella Foresta Nera un importante settore economico regionale, e mantenne la propria rilevanza mondiale fino al tardo XX secolo. Fino al XIX secolo prevalse la fabbricazione di modelli in legno, materiale impiegato a questo scopo anche in molte altre aree rurali dell'Europa centrale. Curiosamente, a determinare questa scelta furono ragioni più giuridiche che tecniche.

Mentre l'orologeria in legno era un mestiere libero, che chiunque poteva esercitare senza particolari requisiti, la produzione di casse e movimenti in metallo era rigidamente regolata dalle norme delle corporazioni e restava riservata esclusivamente agli orologiai delle città. Soprattutto all'estero, gli orologi tedeschi e quelli della Foresta Nera sono stati spesso addirittura considerati la stessa cosa, e ancora oggi gli orologi a cucù della Foresta Nera fanno parte dei cliché sulla Germania diffusi a livello internazionale, proprio come i Lederhosen bavaresi.

Antico orologio a cucù della Foresta Nera davanti a una parete in legno
© Juergen Wiesler / Fotolia.com

Le origini di un successo straordinario

Il fatto che gli orologi della Foresta Nera – in primo luogo quelli a cucù – siano diventati rapidamente un prodotto richiesto in tutto il mondo ha un retroscena notevole. Spesso si cita come motivo il fatto che il legno sia più economico e più facile da lavorare rispetto al metallo. Ciò è vero, ma non costituiva un vantaggio esclusivo degli orologiai della Foresta Nera: ne beneficiavano allo stesso modo tutti gli altri orologiai che lavoravano il legno, indipendentemente da dove vivessero.

Ciò che distingueva nettamente l'industria orologiera della Foresta Nera dai concorrenti di molte altre regioni era invece il precoce passaggio a una produzione basata sulla divisione del lavoro. Se un tempo un orologiaio si occupava dell'intera realizzazione dell'orologio e di tutti i singoli componenti necessari, gli orologiai della Foresta Nera iniziarono ben presto a ricorrere a parti prefabbricate, acquistate da fornitori specializzati. Con il passare del tempo sorsero sempre più botteghe artigiane specializzate che offrivano componenti per segnatempo, tra cui costruttori di telai, fabbricanti di catene, tornitori e pittori di quadranti, oltre a fonderie in cui si producevano sbozzati di ruote dentate e campane.

Cucù di un orologio a cucù della Foresta Nera
© Juergen Wiesler / Fotolia.com

Nel corso di questa specializzazione vennero sviluppati sempre nuovi utensili e macchinari, che crearono i presupposti per una produzione in serie rapida ed economica di pezzi identici. Il risultato fu un sensibile aumento della produttività degli orologiai della Foresta Nera. Se a metà del XVIII secolo un orologiaio impiegava ancora un'intera settimana per realizzare un solo orologio, circa trent'anni dopo gli bastava una sola giornata.

Leader mondiale degli orologi grandi in legno è... la Foresta Nera!

La produzione di orologi della Foresta Nera si è sempre concentrata su orologi grandi a basso costo, come orologi a pendolo da terra, orologi da parete o sveglie. Orologi da tasca e, più tardi, da polso ebbero invece un ruolo numericamente molto secondario. Ancora nella seconda metà del XIX secolo si produceva per lo più in piccoli laboratori all'interno delle abitazioni, e quasi ogni titolare dava lavoro a diversi lavoranti e apprendisti. Intorno al 1840, tra St. Georgen a nord e Neustadt a sud, esistevano circa mille casette di orologiai in cui circa cinquemila persone erano impegnate nella fabbricazione di segnatempo. La produzione annua ammontava a circa 600.000 orologi in legno, che già allora rappresentavano gran parte dell'intera produzione mondiale. I prezzi convenienti consolidarono ulteriormente la solida posizione sul mercato.

Orologio a cucù nel bosco
© spql / Fotolia.com

Nel XIX secolo gli orologi tedeschi, sotto forma degli orologi della Foresta Nera con i loro quadranti dipinti a colori vivaci, erano i modelli più economici dell'epoca. Oltre ai vantaggi di prezzo e produttività, l'industria orologiera della Foresta Nera doveva la propria leadership mondiale soprattutto a una distribuzione efficiente. Già molto presto si sfruttarono i canali e le strutture commerciali consolidati dei vetrai della Foresta Nera, fondando apposite società.

Le preferenze regionali venivano studiate e subito recepite nella produzione. Così i clienti inglesi ricevevano soprattutto le versioni da loro preferite, con quadranti laccati piuttosto sobri e indicazione della data. In Francia erano invece particolarmente apprezzate le esecuzioni con quadranti dai colori vivaci, mentre nei Paesi del Mediterraneo si prediligevano orologi da parete con bordi neri e motivi tipici della regione, ad esempio scene di corrida.

Dagli "anni d'oro" alla crisi del quarzo

Nella seconda metà del XIX secolo iniziò una trasformazione strutturale. Le versioni in legno con quadrante laccato, fino ad allora vendutissime, soddisfacevano sempre meno le esigenze della clientela. Restrizioni commerciali, aumenti dei dazi e una crescente dipendenza dai grossisti resero ancora più difficile l'attività degli orologiai della Foresta Nera. Intorno al 1880 si compì quindi un rapido passaggio alla produzione industriale di orologi.

Tra le prime "vere" fabbriche di orologi della Foresta Nera figuravano le aziende Lenzkirch e L. Furtwängler Söhne. Dopo che fino ad allora lo sviluppo si era concentrato nella parte badese della Foresta Nera, dal 1880 si moltiplicarono gli insediamenti industriali nella parte del Württemberg. In quegli anni soprattutto Schwenningen e Schramberg divennero centri mondiali della produzione orologiera. Tra le aziende più note di quest'epoca c'erano la Hamburg-Amerikanische Uhrenfabrik, Kienzle, Mauthe e Junghans. Al posto degli orologi in legno si producevano ora, in serie industriale, sveglie con cassa in metallo. Particolare successo ebbe Junghans con il robusto movimento per sveglie W10, sviluppato all'inizio degli anni Ottanta dell'Ottocento e prodotto in quantità enormi fino agli anni Trenta del Novecento. Questo successo fu una base fondamentale per l'ascesa dell'azienda, che all'inizio del XX secolo divenne per un certo periodo la più grande fabbrica di orologi del mondo. Gli orologi tedeschi erano di nuovo un articolo di massa richiesto in tutto il mondo, solo che ormai si trattava di sveglie in metallo anziché di orologi in legno.

Nuovi prodotti, come orologi da cucina con casse lavabili oppure orologi a pendolo da terra e da parete abbinati all'arredamento del soggiorno, completavano la gamma. Con la Prima guerra mondiale terminarono gli "anni d'oro" dell'industria orologiera della Foresta Nera. Alcuni produttori riuscirono a restare a galla economicamente fabbricando spolette a tempo e altri prodotti per uso militare, mentre altri dovettero chiudere negli anni di crisi del dopoguerra.

Anche dopo la Seconda guerra mondiale l'industria orologiera della Foresta Nera non riuscì più a ritrovare i successi di un tempo.

La crisi del quarzo e l'affermarsi della plastica come materiale per le casse segnarono la fine di altri produttori, alcuni dei quali ricchi di tradizione.

Junghans e Hanhart – eredi di una lunga tradizione orologiera

Tra le aziende che ancora oggi portano avanti l'eredità degli orologiai della Foresta Nera e che hanno superato con successo le crisi figurano Junghans e Hanhart.

Junghans puntò relativamente presto sugli orologi al quarzo e su soluzioni innovative come l'impiego della tecnologia radiocontrollata e dell'energia solare negli orologi da polso. Un ulteriore fattore di successo fu il design particolarmente riuscito di molti Junghans Masterpieces, che in alcuni casi – come per i progetti di Max Bill – ha stabilito standard internazionali. Oggi Junghans non è più, come un tempo, la più grande fabbrica di orologi del mondo, ma resta un marchio tedesco conosciuto e apprezzato a livello internazionale.

Junghans Max Bill Chronoscope pelle di vitello nero Junghans Max Bill Chronoscope pelle di vitello argento

L'azienda Hanhart, oggi con sede a Gütenbach, fu fondata nel 1882 in Svizzera da Johann Adolf Hanhart e vent'anni dopo, a causa della carenza di personale, fu trasferita a Schwenningen. Si fece un nome soprattutto con cronometri contasecondi e cronografi di alta qualità e relativamente convenienti.

Hanhart Pioneer TwinDicator Hanhart Primus Racer

I cronografi da aviatore e da marina di Hanhart furono apprezzati durante la Seconda guerra mondiale per la loro precisione e affidabilità. Dopo il 1945 Hanhart fornì, tra gli altri, l'aeronautica militare francese e la Bundeswehr. In seguito alla crisi del quarzo, l'azienda, che per un periodo era stata leader mondiale dei cronometri contasecondi meccanici, dovette essere venduta, ma riuscì a riprendersi dopo essersi rifocalizzata sugli orologi da polso di alta qualità.

E gli orologi a cucù?

Naturalmente i celebri orologi a cucù della Foresta Nera esistono ancora oggi, ma nel complesso sono meno richiesti di un tempo. Anziché godere dell'antico vantaggio di prezzo degli orologi in legno della Foresta Nera, gli autentici orologi a cucù della regione devono oggi affermarsi sul mercato mondiale come articoli di fascia piuttosto alta, in concorrenza con copie a basso costo. Con la SBS-Feintechnik di Schonach, già Josef Burger Söhne, esiste però ancora nella Foresta Nera un'ultima azienda che produce movimenti meccanici per orologi a cucù.

primo orologio a cucù più grande del mondo Josef Dold Schonach
© michaklootwijk / Fotolia.com

Per inciso: chi desidera saperne di più sulla storia dell'industria orologiera della Foresta Nera può visitare il Deutsches Uhrenmuseum di Furtwangen. Qui si trova probabilmente la più grande collezione di orologi della Foresta Nera, dai primi orologi in legno agli orologi a cucù, fino ai moderni orologi al quarzo, radiocontrollati e solari. E chi ha un po' più di tempo può visitare, lungo la Deutsche Uhrenstraße, numerosi luoghi storici della produzione orologiera nella Foresta Nera.

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